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    November 23

    DALIDA ....

     

     

     

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    Iolanda Cristina Gigliotti (nome in seguito francesizzato in Yolanda), conosciuta con il nome d'arte di Dalida, nasce il 17 gennaio 1933 a Choubrah (piccolo sobborgo alle porte del Cairo), da genitori calabresi, originari di Serrastretta in provincia di Catanzaro. Il padre Pietro era primo violino all'Opera del Cairo.

     

      

     

    Dalida vive con i suoi genitori e i suoi due fratelli nella casa di famiglia sita in 11 Sharia Khumahawiyaà a Choubrah. Durante l'infanzia è costretta ad indossare gli occhiali per via di una malattia agli occhi che le provocherà un leggero (ma comunque evidente) strabismo e che la costringerà a numerose operazioni anche in età adulta. Grazie al suo aspetto, a 17 anni vince il concorso di bellezza "Miss Ondine" e successivamente la fascia di Miss Egitto che le aprirà le porte del mondo del cinema.

    In Joseph et ses frères (Giuseppe e i suoi fratelli, con Omar Sharif), doppia Rita Hayworth, di cui è una grande ammiratrice; nel 1954 entra a far parte del cast de La Masque de Toutankhamon (La maschera di Tutankhamon) e di Un verre, une cigarette (Un bicchiere, una sigaretta).

     

    Desiderosa di affermarsi nel mondo dello spettacolo decide di lasciare l'Egitto e tentare la fortuna come attrice in Europa. Il 24 dicembre del 1954 contro il volere della madre che comunque la sosterrà, Dalida sale su un aereo con la sua valigia e tante speranze alla volta di Parigi. Nella capitale francese abiterà provvisoriamente in un appartamento di Rue Ponthieu, vicino agli Champs Elysées. Il primo anno a Parigi sarà difficile, Dalida, per la prima volta in Europa, si sente spaesata nella grande Ville lumière, ma nel contempo ha tanta voglia di dimostrare il suo valore.

    Siamo nel 1956 quando, ispirandosi al film Sansone e Dalila, adotta il nome d'arte Dalila, che cambierà in seguito su consiglio di Fred Machard, scenarista della "Villa d'Este", in Dalida.

    È sempre il 1956 l'anno in cui registra il suo primo vinile con Madona, versione francese di Barco negro, successo della cantante portoghese Amalia Rodriguez. Sarà molta la curiosità riscossa da quella nuova cantante venuta dall'oriente dalla voce calda e sensuale, tanto che in molti si chiederanno, ascoltandola alla radio, se a cantare sia una donna o un uomo.

    Al successo di Madona, seguiranno Bambino (traduzione della canzone napoletana Guaglione), lanciata da "Radio Europe 1", e dal suo direttore Lucien Morisse, di cui Dalida si innamora. Il successo di Bambino sarà travolgente e Dalida diventa per i francesi "madame Bambino". In brevissimo tempo sono più di 500.000 le copie dei dischi vendute in Francia (primo disco d'oro della nostra "vedette" e, per ben 39 settimane, n° 1 nelle classifiche dei dischi più venduti, secondo Infodisc).

    Recita in Rapt au Deuxième Bureau (Rapimento al secondo ufficio) di Jean Stelli, con Frank Villarde ed iniziano le esibizioni in un récital al Cairo; sarà la volta di Come prima (per cui riceve un premio Bobino), Piove, successo di Domenico Modugno e Gli zingari (Les Gitans), canzone pseudospagnola, ma creata da Hubert Giraud per il "Coq d'Or de la chanson française" (edizione 1958). Cantando Gli zingari, si fa conoscere in Italia nella trasmissione Il Musichiere, condotta da Mario Riva; seguono La canzone di Orfeo e Milord, portata al successo, in italiano, anche da Milva.

    In ex-aequo con Tino Rossi, nel 1959 ottiene l'Oscar della canzone ed un anno dopo riceve l'Oscar di Radio Monte Carlo come vedette preferita dagli ascoltatori, nonché il Gran Premio della canzone per l'interpretazione in francese di Romantica, la canzone vincitrice del Festival di Sanremo 1960.

    Seguono le incisioni di Les enfants du Pirée (incisa in italiano come Uno a me uno a te), O sole mio (motivo tradizionale napoletano), L'arlecchino gitano, T'aimer follement (in italiano T'amerò dolcemente), Garde-moi la derniere danse (in italiano Chiudi il ballo con me).

    È l'8 aprile 1961 quando Dalida sposa Lucien Morisse. Solo pochi mesi dopo incontra a Cannes Jean Sobieski, giovane e bellissimo pittore di cui si innamora e per il quale Dalida non solo lascia Morisse, ma ben presto si trasferisce a Neuilly a convivere. Nel 1961 è con Charles Aznavour che vince l'Oscar per la canzone, precedendo Gloria Lasso ed Edith Piaf.

    Nel 1964 è la prima donna a vincere il disco di platino per aver venduto più di 10 milioni di dischi e, sempre nel 1964, segue il Tour de France (vinto da Jacques Anquetil), cantando più di duemila canzoni lungo 2900 km.

    Nel 1965 Dalida è la cantante preferita dai francesi, anno in cui recita in Ménage all'italiana (con Ugo Tognazzi, Romina Power e Paola Borboni, musiche di Ennio Morricone), ed incide La danse de Zorba (in italiano La danza di Zorba), su una base di sirtaki, Amore scusami (cover di un successo di John Foster), Cominciamo ad amarci e La vie en rose, storico cavallo di battaglia di Edith Piaf, venuta a mancare solo due anni prima nel 1963.

    Tenco

      

     

    Dopo una breve storia di tre anni con Christian de la Mazière, nel 1966 instaura una relazione col famoso cantante italiano Luigi Tenco, e sarà con lui che parteciperà al Festival di Sanremo del 1967 con la canzone Ciao amore ciao, scritta dallo stesso Tenco. Pare che sia stata la stessa Dalida a convincere il cantautore piemontese a partecipare anche alla versione francese, mantenendo lo stesso titolo.

    Si dice che la cantante, colpita dalla bellezza della canzone, abbia convinto Tenco titubante a partecipare alla manifestazione e addirittura che gli organizzatori, che l'avevano esclusa in prima battuta, la fecero poi partecipare al Festival perché Dalida minacciava di non prendervi più parte.

    La giuria elimina comunque la canzone Ciao amore ciao e il 27 gennaio Luigi Tenco si suicida con un colpo alla tempia. È Dalida che, entrando nella stanza d'albergo di Tenco, lo trova rivolto per terra. La cantante, che chiedeva di fermare il Festival, lascia Sanremo per volontà degli organizzatori. Il filmato della loro partecipazione al festival scomparirà dagli archivi RAI.

    Il primo tentativo di suicidio

    Il 26 febbraio Dalida con il cuore distrutto per quanto accaduto tenta di togliersi la vita a Parigi seguendo un piano molto lucido: finge di recarsi all'aeroporto di Orly per partire per l'Italia, si fa invece portare all'hotel "Principe di Galles", sistemandosi nella camera 410 con il suo nome Yolanda Gigliotti. Appende sulla porta un biglietto con scritto "Si prega di non disturbare" e prima di ingerire molti farmaci scrive tre lettere: una all'ex marito, una alla madre in cui le dice di non disperarsi, ed una al pubblico che adorava. Dalida sarà salvata grazie ad una cameriera che, insospettita dal fatto che una luce accesa filtrava dalla porta della stanza, non riordinata da 48 ore, avverte il direttore che entra da un'altra stanza e trova Dalida in coma, dal quale uscirà dopo cinque giorni.

    4 agosto 1968: Dalida diventa bionda, iniziano "les Années Orlando"

    Il 4 agosto 1968 Dalida diventa bionda: data mitica nell'evoluzione artistica della cantante, il cambio di colore dei capelli segna anche l'inizio di un nuovo repertorio musicale e di un nuovo stile, del suo trasformarsi da cantante di grande successo a vera e propria icona e diva.

    Dalida partecipa a Partitissima (ex Canzonissima) dove vince con la canzone Dan dan dan. Nel ritirare il premio, Dalida afferma Lassù qualcuno è contento riferendosi evidentemente a Luigi Tenco. È una vittoria chiacchierata e sofferta: chiacchierata perché considerata "politica", dovuta più all'enorme pubblicità che il tentato suicidio le ha procurato che a meriti effettivi; sofferta su un piano personale, perché Dalida proprio in questo periodo sta decidendo se tenere o meno il bimbo che porta in grembo, frutto di un'effimera avventura, decidendo di abortire per via della situazione sentimentale.

    Nello stesso anno in Italia recita sul set di Io ti amo, film di Antonio Margheriti con Alberto Lupo. Il 18 giugno 1968 ottiene il titolo di "Commendatore delle Arti, delle Scienze e delle Lettere", conferitole dal presidente francese Charles De Gaulle, e il 5 dicembre è la prima donna a ricevere la medaglia della Presidenza della Repubblica.

    Lucio, un amore travagliato

    Siamo nel 1969, quando Dalida si innamora di un ragazzo italiano di 22 anni di nome Lucio: relazione che viene interrotta per le pressioni del suo stesso staff (il ragazzo si presenterà alla vigilia di Natale presso l'abitazione parigina della cantante riunita con la sua famiglia, scatenando l'ira del fratello).

     

    Un anno dopo Dalida è in Nepal e soggiorna in un ashram per studiare la religione indù, e dedicarsi intensamente alla ricerca interiore.

    Nel 1975 il Québec nomina Dalida "personaggio più popolare", dopo Elvis Presley, e "donna dell'anno" insieme a Jackie Kennedy.

     

    In occasione del suo cinquantesimo compleanno il fratello Orlando e gli amici organizzano una festa il 17 gennaio 1983 presso un celebre cabaret parigino di trasformisti, Chez Michou; in quell'occasione si esibisce una drag queen nelle vesti della cantante. Dalida ha un momento di tristezza, probabilmente per il fatto che ad una certa età il personaggio Dalida cominciò a pesare sulla donna Yolanda.

    Nel 1981 Dalida festeggia i 25 anni di carriera con la consegna di un disco di diamante per aver venduto 86 milioni di dischi in tutto il mondo e per aver interpretato ben 38 dischi d'oro in 7 lingue.

     

     

     

    Parte per l'Egitto nel 1986, dove recita nel film Le Sixième Jour (Il sesto giorno, di Yusuf Shahin) e per la prima volta nel ruolo principale. Torna a Parigi e dichiara che, dopo aver rivisto i luoghi della sua infanzia, è stanca e incapace di riprendere la vita e i ritmi di sempre e sarà proprio approfittando del lungo ponte in occasione della festa dei lavoratori, che Dalida architetterà il disarmante piano del suo suicidio.

     

    Pardonnez-moi, la vie m'est insupportable

    Sabato 2 maggio 1987 Dalida chiama il fratello-manager Orlando che le annuncia di aver rinviato un previsto servizio fotografico a causa del freddo; la sera, la cantante dice alla cameriera che farà tardi perché ha intenzione di recarsi a teatro e le chiede di svegliarla verso le 17 del giorno successivo. In realtà, con la macchina fa il giro dell'isolato, imbuca una lettera per il fratello Orlando, per poi barricarsi nella sua villa della rue d'Orchamps ed ingerire un cocktail di barbiturici.

    È il 3 maggio 1987 che, a Montmartre, Dalida si toglie la vita, a vent'anni dal primo tentativo.

    Accanto al corpo lascia appena un biglietto:

    Collabora a Wikiquote « Perdonatemi, la vita mi è insopportabile. »


     

      

     

    Tra i primi a scoprire la tragedia vi è il fratello Orlando, nominato erede universale ed oggi custode intransigente dell'immagine di Dalida. La morte di Dalida lascia sotto shock la Francia intera; ai funerali, lo storico Claude Manceron (ufficialmente in nome del Presidente François Mitterrand, in realtà parlando per l'intera nazione) la saluta dicendo: «Yolanda arrivederci. Dalida grazie».

    Riposa nel cimitero di Montmartre a Parigi, e accanto alla sua tomba si trova una statua commemorativa in cui la cantante mostra gli occhi chiusi allo spettatore. Nel 1997 è stata inaugurata a Montmartre una piazza in suo onore, dove per altro è posto un busto di bronzo che la raffigura.

     

      

    Dalida risulta essere uno dei più grandi successi discografici in Francia e nel mondo. Dal 1954 al 1987 ha venduto circa 125 milioni di dischi accumulando oltre settanta dischi d'oro, numerosi dischi di platino e quello di diamante (creato appositamente per lei). A questi bisogna aggiungere altri 9 milioni di dischi dalla sua scomparsa. Un record mai battuto da nessun'altra cantante vivente in Francia. Tra le molteplici ricompense: due Oscars mondiali della canzone nel 1963 e nel 1974 ("Gigi l'Amoroso"), nonché il Premio dell'Académie du Disque français nel 1975 ("Il venait d'avoir 18 ans"). Insieme a Edith Piaf, Dalida è la cantante francese che ha maggiomente contrassegnato il XX secolo. Per giunta, fu "tête d'affiche" all'Olympia (tempio della musica leggera parigina, ovvero francese) nei seguenti anni: 1961, 1964, 1967, 1971, 1974, 1977, 1981 (si parlava persino di un suo ritorno per il 1987).

    Nel 2006 è stato trasmesso un film-TV diviso in due parti incentrato sulla vita dell'artista, per l'occasione interpretata da Sabrina Ferilli.

     

    In occasione del ventennale della morte di Dalida (3 maggio 1987-2007), il sindaco di Parigi, nonché grande amico di Dalida, Bertrand Delanoe ha predisposto una grande mostra commemorativa nei locali del Comune di Parigi (Mairie de Paris). Per l'occasione verrà anche realizzato un cofanetto con 8 DVD con alcuni tra i suoi più bei filmati televisivi e non, nonché numerose iniziative in campo discografico, tra cui una compilation di cinque CD con le cento più belle canzoni di Dalida.

    È annunciata inoltre l'uscita in DVD di diversi film: Le sixième jour, una versione per collezionisti del film di Joyce Bunuel Dalida ed il film Io ti amo, mai uscito per l'home video.

    Curiosità

    La voce di Dalida era un contralto/mezzosoprano. L'estensione del suo registro vocale era di due ottave. Calda e sensuale, proiettata al di là della semplice interpretazione, una profondità rara.

     

    Dalida è adorata nel mondo gay in Francia e in tutti i paesi dove è conosciuta. Tale venerazione è dovuta sia al suo lato glamour, le mise di scena, le acconciature e la coreografie da diva, il pathos delle sue canzoni, ma anche perché le viene riconosciuto di essere stata la prima cantante in Francia a prendere le difese dei gay: nel 1972 la sua canzone Pour ne pas vivre seul venne vietata alla radio proprio a causa del suo contenuto.

    Collabora a Wikiquote (FR)
    « Pour ne pas vivre seul... des filles aiment des filles et l'on voit des garçons... épouser des garçons  »
    Collabora a Wikiquote (IT)
    « Per non vivere soli.. .alcune ragazze amano altre ragazze e vediamo ragazzi... sposare altri ragazzi  »


     

    Dalida_Gigi_2                           Buste_de_Dalida,_February_2007_3

     

    ENGLISH

    Dalida (Born Yolanda Christina Gigliotti) (January 17, 1933–May 3, 1987) was an Egyptian singer of Italian origins who lived most of her life in France. She received 55 golden records and was the first singer to receive a diamond disc.

    Dalida was born Iolanda Gigliotti to middle-class parents in Cairo, Egypt. Her family was of Italian origin, her grandparents having emigrated at the turn of the century from Calabria. The middle child between two brothers, Orlando and Bruno (who would later in her career change his name to Orlando like his brother and become her manager). Dalida’s father was the principal violinist for the Cairo Opera. Dalida’s early life was spent in the district of Choubra, where she attended Catholic school.

    In 1951, Dalida entered a beauty pageant, and shortly after began working as a model for a Cairo-based fashion house. In 1954, she entered the Miss Egypt pageant, and was awarded first prize. It was here she was spotted by French director Marc de Gastyne, and, much to the reluctance of her parents, she moved to Paris on Christmas Eve of the same year with the intention of pursuing a career in motion pictures. It was about this time she adopted the namesake Dalila, which was shortly thereafter changed to the more familiar Dalida.

    Dalida performed in more than 10 languages including: French, Italian, Arabic, German, Spanish, Hebrew, English, Dutch, Japanese, and Greek.

     


     

    Despite enormous career success, Dalida’s private life was marred by a series of failed relationships and personal problems. Her first husband, Lucien Morisse committed suicide several years after her divorce. Two of her lovers, Luigi Tenco and Richard Chanfray, also took their own lives

    On May 3, 1987 Dalida died as a result of an overdose of barbiturates, leaving a suicide note reading "Life has become unbearable ... Forgive me." Dalida was buried in the Cimetière de Montmartre, Paris, and a life-size statue of the singer stands outside her tomb.

    Since her death, Dalida has become a cult figure to a new generation of fans. In 1988, The Encyclopedia Universalis commissioned a poll which was eventually published in daily newspaper Le Monde, the aim of which was to reveal personalities that had the greatest impact on French society. Dalida polled second, behind Général de Gaulle.

    In 1997, the corner of the rues Girardon and Abreuvoir in the Butte Montmartre, Paris, was inaugurated as Place Dalida and a life-size bust to her memory was erected. In 1999, a 3-CD box-set compiling her greatest hits was released. In 2000, Dalida's longtime friend Charles Aznavour recorded the hit "De la scène à la Seine", a joyful song of her life in France, and in 2001, the French government honoured her memory with a postage stamp. In the same year, Universal Music Group released Dalida's early album releases in special-edition packaging, with all of the tracks digitally remastered. Her output has also been the subject of various remix albums. She sold a total of 170 million records from 1956 to 2006.

    In 2005, her life was documented in the two-part TV film Dalida, which received mixed reviews. The lead role was portrayed by Sabrina Ferilli.[2]

    From May 11 to September 2007, The Paris City Hall commemorated the 20th anniversary of the Dalida’s death with an exhibition of her outfits and previously unreleased photographs.

     

      

     

    Career 1956-1976

    Dalida’s quest for a career in French cinema proved to be of limited success. Instead, she began taking singing lessons, and was booked as a cabaret act on the Champs Elysées, which proved successful. Performing the song "Etrangère au Paradis" in a variety show at Coquatrix’s recently-opened Paris Olympia theatre, Dalida was introduced to Lucien Morisse and Eddie Barclay, who played a considerable part in launching the starlet’s career. Morisse was artistic producer of the popular Radio Europe 1, and Barclay an established record producer. After signing a recording contract with Barclay, Dalida’s debut single "Madona" was promoted heavily by Morisse, and was a moderate success. However, the release of "Bambino" in 1956 would prove to be even more triumphant - it spent 46 weeks in the French top ten and remains one of the biggest-selling singles in French history, and for its sales (which exceeded 300,000 copies) Dalida was awarded her first gold disc, presented on the 17th September 1957. In the same year, she would also support Charles Aznavour at The Olympia. The follow up single to "Bambino", the exotic-sounding "Gondolier", was released in the Christmas on 1957, was also a great success, as were other early releases such as "Come Prima (Tu Me Donnes)", "Ciao Ciao Bambina", and a cover of The Drifters’ "Save the Last Dance For Me", "Garde-Moi la Dernière Danse".

    Dalida toured extensively from 1958 through the early 1960s, playing dates in France, Egypt, Italy and The United States. Her tour of Egypt and Italy spread her fame outside of France and Dalida soon became well-known throughout Europe. However, her tour of America was less successful and fame eluded her in English-speaking markets.

    In 1961, Dalida performed a month of shows at the Olympia, with each selling out completely.[1] Shortly afterwards Dalida embarked upon a tour of Hong Kong and Vietnam. Throughout the 1960s Dalida would frequently perform sell-out shows at The Olympia, and international dates became more frequent. In December 1968, she was awarded the Médaille de la Présidence de la République by Général de Gaulle, the only person from the music industry to have received this accolade.

    The early 1970s became a transitional period for the singer, highlighted by some of her most successful singles . After gaining a keen interest in academia in the mid-1960s she chose to sing songs with more profound lyrics. Bruno Coquatrix was dubious about Dalida’s career evolution, and was hesitant to book her for a series of performances in 1971. Dalida hired the hall herself, and her show was met with an impressive public response. In 1973, a French version of the Italian song "Paroles Paroles", originally performed by Mina, was recorded by Dalida and her close friend Alain Delon. The song became a big hit and was the number one single in France and Japan. The follow up, "Il Venait d’Avoir Dix-Huit Ans", reached number one in nine countries, and sold three and a half million copies in Germany. "Gigi l’Amoroso", released in 1974, would actually perform better in the charts than its predecessor, reaching number one in 12 countries. Touring would follow this period of unprecedented sales, with Dalida performing in Japan, Canada and Germany. In February 1975, French music critics presented the singer with the prestigious Prix de l'Académie du Disque Français.

    [edit] Career 1976-1987

    1976 saw another career reinvention for Dalida; releasing what is widely regarded as the first French disco single, "J’Attendrai". Around the same, the popularity of the variety show in France was soaring, and Dalida made many television appearances during this period, not only in France but across Europe. In 1978, she recorded "Salma Ya Salama", a traditional Egyptian folk song which due to its chart success was translated into seven languages.


    The success of "Salma Ya Salama" was followed by the first French medley single, "Génération ‘78", a disco-fused combination of her biggest hit singles to date. It also became the first French single to be accompanied by a video clip. During this disco period, Dalida would earn a gay audience, a following which is still maintained today. In November, Dalida performed a Broadway-themed show at Carnegie Hall in New York, choreographed by Lester Wilson, who created the dance routines for John Travolta in the previous year’s cinema smash Saturday Night Fever. Two years later, following the success of "Monday Tuesday... Laissez-Moi Danser" in Summer 1979, she would replicate the show at the Palais des Sports, and each show sold-out, encouraging the singer to embark on a national tour which lasted until the autumn. In the same year, the lengthy "Gigi in Paradisco", a follow-up to the earlier "Gigi l’Amoroso", was released.

    1981 marked the release of "Rio do Brasil", and several dates were played at The Olympia, emulating her successful 1980 tour. On the night of her first performance she became the first singer to be awarded a diamond disc, in recognition of her record sales which at that point in her career had exceeded 86 million. Dalida spent much of 1982 and 1984 on tour, releasing the album "Les P'tits Mots" in 1983 which featured hit singles in both "Lucas" and "Mourir Sur Scène". The album "Dali" was released in 1984, and was accompanied by the release of several singles, including "Soleil", "Pour te Dire Je T’aime", a cover of Stevie Wonder’s "I Just Called to Say I Love You", and "Kalimba de Luna", originally recorded by Tony Esposito. All three achieved moderate chart success, and "Dali" would become her last album of completely new recordings.

    Dalida underwent two major ophthalmic operations in 1985, forcing her to put her career on hiatus. In 1986, she would play the role of a young grandmother in the Youssef Chahine film Le Sixième Jour, for which she received favourable critical response.

     

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    November 12

    Verso l ' Anno Nuovo..Novemu letu naproti...misli ....pensieri ...

     
     
     
     
     
    Tutti i libri del mondo
    non ti danno la felicità,
    però in segreto
     ti rinviano a te stesso.

     



     Lì c'è tutto ciò di cui hai bisogno,
     sole stelle luna.
     Perché la luce che cercavi
     vive dentro di te.
    foto dreams 3

     La saggezza che hai cercato
     a lungo in biblioteca
     ora brilla in ogni foglio,
     perché adesso è tua.


    Herman Hesse...da La felicità, versi e pensieri

     
      
    Un altro anno si sta concludendo ...non parlerò di oroscopi ne previsioni ne cose simili ... Quelli che leggete dovete sapere che io ci credo che possono aiutarci a vivere meglio e che siamo noi, sempre noi che dobbiamo con tutta la volontà possibile cercare di realizzare quello che li astri celesti ci indicano come possibilità nel nostro oroscopo, tema o analisi o ...a voi al scelta ...

    Un altro aiuto lo possiamo trovare invece solo in noi stessi e nel nostro modo di pensare e saper prendere la vita, nel nostro modo di agire .
    La nostra vita e il risultato dei nostri pensieri dicono li autori del nuovo libro che sta riscuotendo un grandissimo successo in tutto il mondo... e con ciò l'andamento della nostra vita , la realizzazione dei nostri sogni e desideri dipende in grande modo anche dei nostri pensieri ...mai dobbiamo pensare che siamo incapaci di fare qualcosa, che non la meritiamo ...ricordatevi che siamo come una calamita che attira a se quello che 'pensiamo, sogniamo,
    desideriamo ' ...e allora proviamo anche noi cosi...cominciamo a cercare di cambiare in quello che non e buono per l'andamento della nostra vita ...e vedrete che con il cambiamento dei nostri pensieri ( certamente quelli che ci ostacolano ) poco a poco cambieranno anche le cose , li eventi la gente intorno a noi...



    Come farlo allora ?...anche cercando di ascoltare, leggere, approfondire quello che ci hanno lasciato in eredita i grandi della nostro passato e quello che lo fanno i grandi del nostro presente ...E ricordiamoci che tra i Grandi possiamo essere anche noi...ognuno di noi...

     

     

    Ricorda i milioni di persone che hanno detto: “Un giorno lo farò. Quando avrò
    tempo.
    Quando avrò i soldi. Quando sarò arrivato in cima.”
    E un giorno magari avranno il tempo, i soldi e saranno arrivati in cima.
    E l’età gli avrà tolto il desiderio o le forze.

    Pam Brown






    Ho imparato che qualsiasi cosa accada, o per quanto l'oggi sembri
    insopportabilmente brutto, la vita va sempre avanti e il domani sarà migliore.




    Ho imparato, a proposito della relazione con i propri genitori, che
    ci mancheranno quando saranno usciti dalla nostra vita.



    Ho imparato che semplicemente sopravvivere, è diverso da vivere.



    Ho imparato che la vita qualche volta consente una seconda chance.



    Ho imparato che si ha sempre bisogno di gettare qualcosa dietro le spalle.



    Ho imparato che ogni volta che prendo una decisione col cuore, generalmente faccio la scelta giusta.

    Ho imparato che anche quando non sto bene, non devo stare da sola/o.


    Ho imparato che le persone gradiscono molto un abbraccio, o anche semplicemente una pacca sulle spalle.

    Ho imparato che le persone dimenticheranno quanto detto, quanto fatto, ma non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire."



    HO IMPARATO CHE HO ANCORA TANTE COSE DA IMPARARE...

     

     






    Istanti
    Se potessi vivere di nuovo la mia vita.
    Nella prossima cercherei di commettere più errori.
    Non cercherei di essere cosi perfetto, mi rilasserei di più.
    Sarei più sciocco di quanto non lo sia già stato,
    di fatto prenderei ben poche cose sul serio.
    Sarei meno igenico.
    Correrei più rischi,
    farei più viaggi,
    contemplerei più tramonti,
    salirei più montagne,
    nuoterei in più fiumi.
    Andrei in più luoghi dove mai sono stato,
    mangerei più gelati e meno fave,
    avrei più problemi reali e meno immaginari.
    Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto
    della loro vita sensato e con profitto;
    certo che mi son preso qualche momento di allegria.
    Ma se potessi tornare indietro, cercherei
    di avere soltanto momenti buoni.
    Che, se non lo sapete, di questo e fatta la vita,
    di momenti: non perdere l' adesso.
    Io ero uno di quelli che mai
    andavano da nessuna parte senza un termometro,
    una borsa dell'acqua calda,
    un ombrello e un paracadute;
    se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero.
    Se potessi tornare a vivere
    comincerei ad andare scalzo all'inizio
    della primavera e resterei scalzo fino alla fine dell'autunno.
    Farei più giri in calesse,
    guarderei più alberi,
    giocherei con più bambini,
    se mi trovassi di nuovo la vita davanti.
    Ma vedete, ho 85 anni e so che sto morendo.






    E quando trovate questo qualcuno particolare, tenetelo stretto,
    uomo o donna che sia, amatelo, coccolatelo, stringetelo.
    Esprimete i sentimenti con baci e carezze, perché è importante
    trovare il giusto qualcuno da baciare, da sognare.
    Tutti abbiamo bisogno di qualcuno da amare.
    Blues Brothers: "Everybody Need Somebody to Love"

     




    Amare una persona é.. (Omar Falworth)
    Averla senza possederla.
    Dare il meglio di sé
    senza pensare di ricevere.
    Voler stare spesso con lei,
    ma senza essere mossi dal bisogno
    di alleviare la propria solitudine.
    Temere di perderla,
    ma senza essere gelosi.
    Aver bisogno di lei,
    ma senza dipendere.
    Aiutar1a, ma senza aspettarsi gratitudine.
    Essere legati a lei,
    pur essendo liberi.
    Essere un tutt’uno con lei,
    pur essendo se stessi.
    Ma per riuscire in tutto ciò,
    la cosa più importante da fare è...
    accettarla così com'è,
    senza pretendere che sia come si vorrebbe.












    Una Poesia d'Amore
    Una delle più belle poesie d'amore degli ultimi tempi è stata scritta da una ragazza americana.
    E' intotolata: "Le cose che non hai fatto".


    Ricordi il giorno che presi a prestito la tua macchina nuova e l'ammaccai?
    Credevo che mi avresti uccisa, ma tu non l'hai fatto.
    E ricordi quella volta che ti trascinai alla spiaggia, e tu dicevi che sarebbe piovuto, e piovve?
    Credevo che avresti esclamato: "Te l'avevo detto!". Ma tu non l'hai fatto.
    Ricordi quella volta che civettavo con tutti per farti ingelosire, e ti eri ingelosito?
    Credevo che mi avresti lasciata, ma tu non l'hai fatto.
    Ricordi quella volta che rovesciai la torta di fragole sul tappetino della tua macchina?
    Credevo che mi avresti picchiata, ma tu non l'hai fatto.
    E ricordi quella volta che dimenticai di dirti che la festa era in abito da sera e ti presentasti in jeans?
    Credevo che mi avresti mollata, ma tu non l'hai fatto.
    Sì, ci sono tante cose che non hai fatto.
    Ma avevi pazienza con me, e mi amavi, e mi proteggevi.
    C'erano tante cose che volevo farmi perdonare quando tu saresti tornato dal Vietnam.
    Ma tu non sei tornato..................................
     
     
     
     
     
     
    Non aspettatate mai e mai ...dittelo...anche in un modo diverso...
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     


     

    LENTAMENTE MUORE
    di Pablo Neruda 
     

     

     

     

     

    Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

    Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

    Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi e' infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

    Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

    Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

    Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

    Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicita'."

     

     

     
     
     

    November 07

    NOCOJ Igramo za Vas..Vlado Kreslin

     
     
    Glasbenik Vlado Kreslin se je rodil leta 1953 v Beltincih.
    Leta 1983 se je priključil glasbeni skupini Martin Krpan,
    s katero je posnel albuma Od višine se zvrti (1987) ter
    Bogovi in ovce (1990). Leta 1992 se je vrnil v Prekmu-
    rje  in začel sodelovati s kultno  ljudsko godčevsko sku-
    pino  Beltinška  banda,  s  katero  je  izdal  več  zgoščenk
    (Spominčice, Najlepša leta našega življenja …). Sode-
    luje s številnimi znanimi glasbeniki, kar nekajkrat pa smo
    ga  lahko  videli  na  odrskih  deskah  in  filmskih  platnih.
    Vlado Kreslin ni le ustvarjalec prepoznavnih zvočnih po-
    krajin, ampak svojo rokersko intuicijo usmerja v pisanje
    besedil.
    Avtor s pesniško zbirko Vriskanje in jok (2002) pošilja
    svoje pesmi na  slovensko  literarno  sceno  kot pesnik. V
    zbirki je prisoten tradicionalni dualizem, razpetost človeka
    med  telesom  in duhom,  rojstvom  in smrtjo, med življen-
    jskim  durom  in molom,  vasjo  in mestom,  vriskanjem  in
    jokom. Opazna je pesnikova simpatija do vsega folklorne-
    ga, prvinskega, kamor  se nenehno  vrača,  v nasprotju  z
    odtujenim urbanim svetom, za katerega se je sicer zavest-
    no  odločil  in  prav  zato  iz  njega  ne more  več.  Tu  lahko
    razmišljamo  o  podobnostih  v  doživljanju  sveta  med
    Kreslinom in Josipom Murnom. Slednji pogosto idealizira
    kmečko  življenje  ter  izrazito  lirično  izpoveduje  svoje
    navdušenje nad zdravim kmečkim okoljem in ljudmi. Oba
    avtorja povezuje tudi naslanjanje na prvine ljudske pesmi
    in  leksike,  ob  tem  pa  pri  obeh  pogosto  naletimo  na
    nekakšno splošno, melanholično občutje minevanja.
    Kreslin se nam na izrazito mehak, nežen, liričen na-
    n kaže še posebej v ciklu Kolovozi, kjer večkrat v naj-
    nejši  obliki  začutimo  neposrednost,  iskrenost  izraza,
    e pravi ponotranjenje  vsebine, motivov  in  tem, kot  jih
    oživlja  lirski  subjekt.  Seveda  se  otožnejšim  tonom  v
    ekaterih pesmih pridružuje tudi svetlejši žarek, optimi-
    em in vitalizem, skratka vera v vsak nov dan, a zdi se,
    a so te v manjšini oziroma se za njimi, nekje na dnu sr-
    a,  skriva  nekaj  nedorečenega  in  zato  neizrekljivega,
    sto, kar Kreslinovemu celotnemu opusu daje pretežno
    melanholično barvo.
    Tudi  za cikel Pločniki v splošnem  velja podobno,  le
    a se avtor v njih motivno osredotoča na mestno okolje.
    ač pa se te pesmi s svojo obliko in izpovednostjo mno-
    o pogosteje bližajo songu in so večkrat celo angažirane
    Nocoj bomo mi prižgali dan), hedonistične 
    (Je v Šiškitičen song), včasih družbeno kritične
    (Mali bogovi, Vra-ne),   drugič  spet 
    vsakdanje  izkustvene  (Generacija)  ali
    zgolj ljubezenske (Da te ni ). Zdi se, da je za nadaljevanje
    avtorjeve kariere značilno vse opaznejše osamosvajanje
    teksta od glasbe.
    V okviru projekta  so  v Bratislavi  in Nitri prevedli po
    dve pesmi iz cikla Kolovozi in po dve pesmi iz cikla Plo-
    čniki zbirke Vriskanje in jok.
    e kaj odprtega?) ali hedonistično-uporniške (To ni poli-
     
    tičen song), včasih družbeno kritične (Mali bogovi, Vra-
    ne),  drugič  spet  vsakdanje  izkustvene  (Generacija)  ali
    zgolj ljubezenske (Da te ni ). Zdi se, da je za nadaljevanje
    avtorjeve kariere značilno vse opaznejše osamosvajanje
    teksta od glasbe.
    V okviru projekta  so  v Bratislavi  in Nitri prevedli po
    dve pesmi iz cikla Kolovozi in po dve pesmi iz cikla Plo-
    čniki zbirke Vriskanje in jok.
     
    Svetovni dnevi slovenske literature
     
     
     
     
    The musician Vlado Kreslin was born in 1953 in Beltinci. In
    1983, he joined the music group Martin Krpan, with which
    he recorded the albums Od višine se zvrti (1987) and Bo-
    govi in ovce (1990). In 1992, he returned to Prekmurje and
    started collaborating with the cult folk string band Beltinška
    banda,  with  which  he  issued  a  number  of  CDs  (Spomin-
    čice, Najlepša  leta našega življenja, etc.). He works with
    numerous Slovene musicians and has also appeared both
    on stage and in films. Vlado Kreslin creates not only recog-
    nisable sound landscapes but also channels his rock musi-
    cian’s intuition into the writing of lyrics.
    With his collection of poems Vriskanje in jok (2002) Kre-
    slin was launched on the Slovene literary scene as a poet. His
    poetry contains  the  traditional dualism of man  torn between
    body and soul, between birth and death, between the majors
    and minors of life, between the village and the town, between
    jubilation and  tears. What  is particularly striking  is  the poet’s
    love of all  that belongs  to  folklore,  the element  to which he
    constantly  returns,  in  contrast  to  the  alienated  urban  world
    which  he  has  consciously  decided  to make  his  home  and
    which  he  now  cannot  leave.  There  are  similarities  here
    between Kreslin and Josip Murn  in  the way  they experience
    the  world.  The  latter  often  idealised  peasant  life  and
    expressed through a pronounced lyricism his enthusiasm for
    the  healthy  rural  environment  and  its  people.  Both  authors
    also share the fact that they base their poetry on the primary
    features  of  folk  song  and  vocabulary,  in  which  we  often
    encounter general, melancholy feelings of ephemerality
     
     
    Kreslin  comes  across  as  expressively  soft,  gentle  and
    lyrical, particularly in the first section of the collection Vriska-
    nje in jok, entitled Kolovozi, where we can sense the finest
    form of directness, honesty of expression, i.e. the internali-
    sation  of  the  content, motifs  and  themes  he  experiences.
    The gloomier tone of some poems are lightened by brighter
    notes, by optimism and vitality, by faith in each new day, but
    it seems  that  there are  fewer of  these notes or  that behind
    them,  somewhere  at  the  bottom  of  the  heart,  something
    incomplete and therefore inexpressible is concealed, which
    gives  the whole of Kreslin’s oeuvre a predominantly melan-
    choly feel.
    The same can be said of the next section in the collec-
    tion, Pločniki, where the author focuses on themes from the
    urban environment. These poems are  in  terms of  form and
    expression often much closer  to songs and are often even
    engaged  (Nocoj  bomo mi  prižgali  dan),  hedonistic  (Je  v
    Šiški  še  kaj odprtega?) or hedonistically  rebellious  (To  ni
    političen  song),  sometimes  socially  critical  (Mali  bogovi,
    Vrane), and at other  times describe everyday experiences
    (Generacija) or simply love (Da te ni ). It seems that this free-
    ing of text from music will be increasingly evident in Kreslin’s
    future creative work.
    Within  this project,  two poems  from  the cycle Kolovozi
    and two from Pločniki (both from the collection Vriskanje in
    jok) have been translated in Bratislava and Nitra.  
     
     
    World Festival of Slovene Literature
     
     
     
    Kreslin Vlado
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    Nocoj igramo za vas   Vlado Kresin...   with lyrics
     
    Tonight love will return                                            
    tonight memory will f lare                                                     Nocoj se nam bodo ljubezni vrnile,
                                                                                             
                                                                                              nocoj zaskelel bo spomin,
                                                                                              oljke so nam ga v burjo zavile,
                                                                                              nocoj spet dišal bo jasmin. 
                                                                                                   (Nocoj igramo za vas  )
    olive trees in the burja turn
    the scent of jasmine in the air.                    
    (Nocoj igramo za vas)
     
     
     
      

    Dragi gostje, nocoj kot že stokrat,
    nocoj kot še nikdar,
    zapeljemo vas, pozabimo vas
    tam, kjer spomin se začenja,
    tam, kjer končuje se čas,
    dragi gostje,
    nocoj igramo za vas!

    Nocoj igramo vino, ljubezen in greh,
    spomine, gostije in žur,
    nocoj igramo toplino in smeh,
    veselje, začetke in dur !

    Za vse, ki ste lahno kot ptič prileteli,
    da se vam še življenje čudi,
    vam pa še sanja se ne,
    ki ste veseli kot otrok, srečen na glas,
    dragi gostje,
    nocoj igramo za vas!

    Nocoj se nam bodo ljubezni vrnile,
    nocoj zaskelel bo spomin,
    oljke so nam ga v burjo zavile,
    nocoj spet dišal bo jasmin.

    Za vse, ki ste prišli po ovinkih,
    po zvitih poteh,
    ki žalost pripeljejo v smeh,
    ki veste, da zadnje se pesem izteče,
    še preden natakar za vas najde čas,
    dragi gostje,
    nocoj igramo za nas !

    Nocoj igramo vence, odhode in čas,
    obletnice, solze in bol,
    igramo njene oči in njen glas,
    krizanteme in mol !

     

     

     

     

     IMG_1000

    SPOMINČICE

    Na obali, ob jezeru,
    spet cvetijo, spet cvetijo
    spominčice.

    Na obali, v mojem srcu
    zdaj ostal je, zdaj ostal je
    le spomin.

    Ko pa rože ovenijo,
    na oko mi leže mrak,
    daj, prinesi, mi prinesi
    šopek plavi,
    spominčice.

     

     FORGET-ME-NOTS  (NON  TI SCORDAR DI ME )

    There on the shore, shore of the lake
    They're blooming again, blooming again
    Forget-me-nots.

    There on the shore, deep in my heart,
    Everything's gone, everything's gone,
    But my memory.

    When the roses all faded
    And the darkness is all I've got
    Go and fetch me, oh, do fetch me
    A blue nose-gay,
    Forget-me-nots.

     

    P4140549

     

    Forget-Me-Nots   (another version  by Paul Brown)

    Now as before
    By the lake, on the shore
    Flowers in spots,
    Clusters and lots...
    Forget-me-nots.

    Spring passed me by
    My heart's lake is dry
    No flowers beget
    Memories, yet...
    I don't forget.

    Though the flowers
    wilt and wither
    All of it lives in my thoughts.

    On the spring day,
    Send a bouquet
    Forget-me-nots.
    Forget me not .

     

     

     

     

    November 04

    Tose Proeski & Gianna Nannini - ARIA

                         
        
     
     
          
     
     
     
     
    ARIA ..lyrics
     
     
     
    myspace layouts, myspace codes, glitter graphics
     
     
     myspace layouts, myspace codes, glitter graphics
     
     
    Sai
    nascono cosi
    fiabe che vorrei
    dentro tutti i sogni miei
    e le raccontero
    per volare in paradisi che non ho
    e non e facile restare senza piu' fate da rapire
    e non e facile giocare se tu manchi
    aria come e dolce nell'aria
    scivolare via dalla vita mia
    aria respirami il silenzio
    Non mi dire addio ma solleva il mondo

    portami con te
    tra misteri di angeli
    e sorrisi demoni
    e li trasformero
    in coriandoli di luce tenera
    e riusciro sempre a fuggire dentro colori da scoprire
    e riusciro a sentire ancora quella musica
    aria come e dolce nell'aria
    scivolare via dalla vita mia
    aria respirami il silenzio
    non mi dire addio ma solleva il mondo
    aria abbracciami
    volero
    aria ritornero nell'aria
    che mi porta via dalla vita mia
    aria mi lascero nell'aria
    aria com'e dolce nell'aria
    scivolare via dalla vita mia
    aria mi lascero nell'aria................
     
                           
     
      
    November 03

    Jim Morrison .........

    Ho dato tutto ciò che potevo, sono un poeta che racconta le sue storie e che canta i suoi versi.
    Jim Morrison

     

     

    200px-Jim_Morrison




    Se volete ascoltarmi tutti insieme, andremo lontano; se non vorrete ascoltarmi…

    La poesia e le canzoni mi attraggono perchè sono eterne. Niente potrebbe
    sopravvivere all'olocausto tranne le poesie e le canzoni: nessun superstite
    potrebbe ricordare un intero romanzo o ripristinare un quadro, una scultura,
    un film, ma certamente potrebbe ridare vita a una poesia e a una canzone

    Io canto quello che gli altri non dicono.
    Per me contano solo i testi di una canzone.
    Sono un poeta.



    La vera poesia non dice nulla, dà solamente una parvenza della realtà, apre tutte le porte.
    Se ne può varcare una qualsiasi, quella che ispira di più.




    Ognuno di noi ha un paio d'ali ma solo chi sogna impara a vola



    I sogni sono come le stelle,basta alzare gli occhi e sono sempre là




    Se un giorno ti chiedi perché sei nato, ricordati che tu sei nato per qualcuno e che qualcuno è
    nato per te.

    Chi ama per gioco se ne pentirà quando per gioco sarà amato


    Vorrei essere una lacrima per nascere dai tuoi occhi, vivere sul tuo viso e
    morire sulla tua bocca

    Per il mondo non sei nessuno ma per qualcuno sei il mondo

    Avere un posto nel cuore degli altri significa non essere solo

    Ragazza ama perdutamente e se ti dicono che amore è peccare tu ama il peccato e sarai innocente.


    La vera felicità non è in fondo a un bicchiere, non è dentro a una siringa: la trovi
    solo nel cuore di chi ti ama.


    Smetterò di amarti solo quando un pittore sordo riuscirà a dipingere il rumore
    di un petalo di rosa cadere su un pavimento di cristallo di un castello mai esistito

    Amare significa pensare intensamente a qualcuno, dimenticando se stessi.




    Non pentirti di qualcosa che hai fatto, se quando l'hai fatta eri felice

    Vivi intensamente ogni piccola cosa della tua vita, perché un giorno,
    queste piccole cose, sembreranno grandissime


    A volte non basta una vita per cancellare un attimo,

    ma basta un attimo per cancellare una vita

    La solitudine è ascoltare il vento e non poterlo raccontare a nessuno



    Essere allegri non significa necessariamente essere felici, talvolta si ha voglia di
    ridere e scherzare per non sentire che dentro si ha voglia di piangere



    L'anima di una persona è nascosta nel suo sguardo,
    per questo abbiamo paura di farci guardare negli occhi



    Non è forte chi non cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi
    Cerca di essere sempre te stesso, così un giorno potrai dire di essere stato l'unico





    Non ha importanza che una cosa sia vera, importante è crederci

    Sii sempre come il mare che infrangendosi contro gli scogli trova sempre la forza di riprovarci


    In ognuno di noi c'è qualcosa d'immortale che tende all'infinito... e all'infinito sopravvive


    Molti vedono quello che sembri...pochi quello che sei



    Guarda le piccole cose perché un giorno ti volterai e capirai che erano grandi


    Non è vero che i giorni di pioggia sono brutti; sono belli invece, perché sono
    gli unici giorni in cui si può piangere a testa alta


    La pioggia continuerà a cadere come le lacrime di una stella. La pioggia
    continuerà a dirci quanto siamo fragili.



    La felicità è fatta di niente...che al momento in cui la vivi sembra tutto

    Non c'è notte tanto grande da non permettere al sole di risorgere il giorno dopo


    Non accontentarti dell'orizzonte, cerca l'infinito





     

     

    James Douglas Morrison meglio noto come Jim Morrison ( 8 dicembre 1943Parigi, 3 luglio 1971) è stato un cantante, poeta, scrittore e regista statunitense.
    È stato il leader del gruppo musicale rock statunitense dei Doors.
    Definito il poeta del sesso e della morte, è ricordato come una delle figure di maggior potere seduttivo della rock di tutti i tempi.
    Le sue opere e la sua vita sono state oggetto di un'ammirazione immensa da parte di numerosissimi fan in tutto il mondo.

     

     
     
    di piu su wikipedia encicplopedia libera...indirizzo   http://it.wikipedia.org/wiki/Jim_Morrison
     
     
     
     

    Secondo Morrison, uno dei più importanti eventi della sua vita avvenne nel 1947 durante un viaggio con la famiglia nel New Mexico. Egli descriveva così questo fatto:

     

    « La prima volta in cui ho scoperto la morte... io, mia madre, mio padre, mia nonna e mio nonno stavamo viaggiando in auto attraverso il deserto all'alba. Un camion carico di Indiani aveva sbattuto contro un'altra auto o qualcos'altro: c'erano Indiani insanguinati che stavano morendo sparsi per tutta la strada. Ero solo un bambino e per questo dovetti restare in macchina mentre mio padre e mio nonno scesero a guardare. Tutto ciò che vidi fu una divertente vernice rossa e della gente distesa attorno, ma sapevo cosa stava succedendo, perché riuscivo a sentire i fremiti delle persone intorno a me, e all'improvviso capii che loro non sapevano più di me cosa stava accadendo. Quella fu la prima volta che ebbi paura... ed ebbi la sensazione, in quel momento, che le anime di quegli Indiani morti - forse una o due di esse - stavano correndomi intorno, ed entravano nella mia anima, e io ero come una spugna, pronto a sedermi là e assorbirle »

     

    Nel 1964 lasciò la Florida e andò in California, dove  conobbe l'amore della sua vita, Pamela Courson , e Ray Manzarek con cui fondò i "Doors".

     

    • Jim parla di morte…
    •  
    • « Voglio sentire il sapore, voglio ascoltarla, voglio annusarla. La morte viene una volta sola, giusto? Non voglio mancare all'appuntamento. [...]Amico non lo so. Potrebbe essere l'esperienza che ti fornisce il pezzo mancante del mosaico..." »
    •  
    • Morrison si trasferì con Pamela Parigi nel marzo 1971 con  l'intenzione di dedicarsi solo alla poesia e di smettere di bere. Morì nella sua casa parigina il 3.luglio 1971 nella vasca da bagno. A 27 anni Jim trova così la tanto decantata fine ("... The End... my only friend, The End... "). Lasciò tutto ciò che aveva alla sua amata Pam che non resistette molto senza di lui, infatti morì nella stessa maniera pochi anni dopo il 25 Aprile 1974.
    •  
    •  
    •  

        


    .

     

    La vita di Morrison può essere presentata con una frase di William Blake: "La strada dell'eccesso conduce al palazzo della saggezza". Già prima della formazione dei Doors faceva uso di droghe allucinogene e beveva alcool in quantità industriali, a volte presentandosi alle registrazioni ubriaco (lo si sente singhiozzare nella canzone Five to One). Spesso indulgeva in una condotta sessuale eccessiva, fatta di sesso con partner sempre diverse o di vere e proprie orge, anche se rimase sempre accanto alla sua musa ispiratrice e compagna di vita Pamela. Troppe volte si è voluta attribuire a Morrison solo quella parte "maledetta" di sé, fatta di eccessi che ben si prestano al successo editoriale e cinematografico; in realtà egli era anche ( e soprattutto...) un uomo colto e sensibile, addirittura timido con le donne tanto da dichiarare che la cosa che preferiva fare con una ragazza era parlarci.
    Jim Morrison è stato infine un vero poeta; un poeta che voleva cambiare il mondo, ma che dal mondo fu condannato e poi giustiziato sul patibolo della realtà, ergendosi così allo status immortale di Mito.........

     

  • Curiosita…
  •  
  • Jim non ha mai riconosciuto i suoi genitori. In ogni intervista smentiva la loro esistenza e narrava della loro presunta morte in un incidente stradale.
    • La leggenda di Jim Morrison è stata raccontata nel 1991 da Oliver Stone nel film biografico The Doors, con Val Kilmer nella parte di Morrison. Gli amici più stretti del cantante ritennero che il film desse una visione del tutto distorta e parziale della realtà. Lo stesso Ray Manzarek, interpellato da Stone in qualità di consulente, sciolse la collaborazione in seguito al rifiuto di Stone di modificare alcune scene ben poco realistiche e molto spettacolari, e da allora riservò al regista parole aspre.
    • La WWE, federazione di wrestling, ha dato al wrestler prima conosciuto come Johnny Nitro la gimmick di John Morrison, un wrestler che si ispira in tutto e per tutto a Morrison.

     

      

  •  



    Io non sarò mai nessuno, ma nessuno sarà mai come me

    Parlare d'amore in questo mondo è difficile: ci ha provato un uomo e l' hanno crocifisso............

    November 01

    E Crescendo ...Impari...che.............

     
     
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    E CRESCENDO IMPARI
     
     
     
     
     
                          
     
     

     


    E crescendo impari che
    la felicità non e'
    quella delle grandi cose.

     

     



    Non e' quella che
    si insegue a vent'anni, quando,
    come gladiatori si combatte
    il mondo per uscirne vittoriosi...

     
                                             
    La felicità non e' quella che affannosamente
    si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente,...
    non e' quella delle emozioni forti
    che fanno il "botto" e
    che esplodono fuori con tuoni spettacolari...

    La felicità non e' quella di grattacieli da scalare,
    di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
     
     
     
     
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    Crescendo impari che la felicità
    e' fatta di cose piccole ma preziose....
    ...e impari che il profumo del caffè al mattino
    e' un piccolo rituale di felicità,
    che bastano le note di una canzone,
    le sensazioni di un libro
    dai colori che scaldano il cuore,
    che bastano gli aromi di una cucina,
    la poesia dei pittori della felicità,
    che basta il muso del tuo gatto o
    del tuo cane per sentire una felicità lieve.
     
     
     
     
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    E impari che la felicità
    e' fatta di emozioni in punta di piedi,
    di piccole esplosioni
    che in sordina allargano il cuore,
    che le stelle ti possono commuovere e
    il sole far brillare gli occhi,
    e impari che un campo di girasoli
    sa' illuminarti il volto,
    che il profumo della primavera
    ti sveglia dall'inverno,
    e che sederti a leggere all'ombra
    di un albero rilassa e libera i pensieri.

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      E impari che l'amore
    e' fatto di sensazioni delicate,
    di piccole scintille allo stomaco,
    di presenze vicine anche se lontane,
    e impari che il tempo si dilata e
    che quei 5 minuti sono preziosi
    e lunghi più di tante ore,
    e impari che basta chiudere gli occhi,
    accendere i sensi, sfornellare in cucina,
    leggere una poesia, scrivere su un libro o
    guardare una foto per annullare il tempo
    e le distanze ed essere con chi ami.

     

     

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    E impari che sentire una voce al telefono,
    ricevere un messaggio inaspettato,
    sono piccoli attimi felici.
    E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore,
    sogni piccoili ma preziosi.

         

     

                  m

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    E impari che tenere in braccio un bimbo
    e' una deliziosa felicità.
    E impari che i regali più grandi sono quelli
    che parlano delle persone che ami...
    E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza
    di scrivere su un foglio i tuoi pensieri,
    che c'e' qualcosa di amaramente felice
    anche nella malinconia.

     

                  

     

     



    E impari che nonostante le tue difese,
    nonostante il tuo volere o il tuo destino,
    in ogni gabbiano che vola
    c'e' nel cuore un piccolo-grande Jonathan Livingston.

     

     

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    E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità. ..........................           

     
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