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November 23 DALIDA ....
Iolanda Cristina Gigliotti (nome in seguito francesizzato in Yolanda), conosciuta con il nome d'arte di Dalida, nasce il 17 gennaio 1933 a Choubrah (piccolo sobborgo alle porte del Cairo), da genitori calabresi, originari di Serrastretta in provincia di Catanzaro. Il padre Pietro era primo violino all'Opera del Cairo.
Dalida vive con i suoi genitori e i suoi due fratelli nella casa di famiglia sita in 11 Sharia Khumahawiyaà a Choubrah. Durante l'infanzia è costretta ad indossare gli occhiali per via di una malattia agli occhi che le provocherà un leggero (ma comunque evidente) strabismo e che la costringerà a numerose operazioni anche in età adulta. Grazie al suo aspetto, a 17 anni vince il concorso di bellezza "Miss Ondine" e successivamente la fascia di Miss Egitto che le aprirà le porte del mondo del cinema.
In Joseph et ses frères (Giuseppe e i suoi fratelli, con Omar Sharif), doppia Rita Hayworth, di cui è una grande ammiratrice; nel 1954 entra a far parte del cast de La Masque de Toutankhamon (La maschera di Tutankhamon) e di Un verre, une cigarette (Un bicchiere, una sigaretta).
Desiderosa di affermarsi nel mondo dello spettacolo decide di lasciare l'Egitto e tentare la fortuna come attrice in Europa. Il 24 dicembre del 1954 contro il volere della madre che comunque la sosterrà, Dalida sale su un aereo con la sua valigia e tante speranze alla volta di Parigi. Nella capitale francese abiterà provvisoriamente in un appartamento di Rue Ponthieu, vicino agli Champs Elysées. Il primo anno a Parigi sarà difficile, Dalida, per la prima volta in Europa, si sente spaesata nella grande Ville lumière, ma nel contempo ha tanta voglia di dimostrare il suo valore.
Siamo nel 1956 quando, ispirandosi al film Sansone e Dalila, adotta il nome d'arte Dalila, che cambierà in seguito su consiglio di Fred Machard, scenarista della "Villa d'Este", in Dalida.
È sempre il 1956 l'anno in cui registra il suo primo vinile con Madona, versione francese di Barco negro, successo della cantante portoghese Amalia Rodriguez. Sarà molta la curiosità riscossa da quella nuova cantante venuta dall'oriente dalla voce calda e sensuale, tanto che in molti si chiederanno, ascoltandola alla radio, se a cantare sia una donna o un uomo.
Al successo di Madona, seguiranno Bambino (traduzione della canzone napoletana Guaglione), lanciata da "Radio Europe 1", e dal suo direttore Lucien Morisse, di cui Dalida si innamora. Il successo di Bambino sarà travolgente e Dalida diventa per i francesi "madame Bambino". In brevissimo tempo sono più di 500.000 le copie dei dischi vendute in Francia (primo disco d'oro della nostra "vedette" e, per ben 39 settimane, n° 1 nelle classifiche dei dischi più venduti, secondo Infodisc).
Recita in Rapt au Deuxième Bureau (Rapimento al secondo ufficio) di Jean Stelli, con Frank Villarde ed iniziano le esibizioni in un récital al Cairo; sarà la volta di Come prima (per cui riceve un premio Bobino), Piove, successo di Domenico Modugno e Gli zingari (Les Gitans), canzone pseudospagnola, ma creata da Hubert Giraud per il "Coq d'Or de la chanson française" (edizione 1958). Cantando Gli zingari, si fa conoscere in Italia nella trasmissione Il Musichiere, condotta da Mario Riva; seguono La canzone di Orfeo e Milord, portata al successo, in italiano, anche da Milva.
In ex-aequo con Tino Rossi, nel 1959 ottiene l'Oscar della canzone ed un anno dopo riceve l'Oscar di Radio Monte Carlo come vedette preferita dagli ascoltatori, nonché il Gran Premio della canzone per l'interpretazione in francese di Romantica, la canzone vincitrice del Festival di Sanremo 1960.
Seguono le incisioni di Les enfants du Pirée (incisa in italiano come Uno a me uno a te), O sole mio (motivo tradizionale napoletano), L'arlecchino gitano, T'aimer follement (in italiano T'amerò dolcemente), Garde-moi la derniere danse (in italiano Chiudi il ballo con me).
È l'8 aprile 1961 quando Dalida sposa Lucien Morisse. Solo pochi mesi dopo incontra a Cannes Jean Sobieski, giovane e bellissimo pittore di cui si innamora e per il quale Dalida non solo lascia Morisse, ma ben presto si trasferisce a Neuilly a convivere. Nel 1961 è con Charles Aznavour che vince l'Oscar per la canzone, precedendo Gloria Lasso ed Edith Piaf.
Nel 1964 è la prima donna a vincere il disco di platino per aver venduto più di 10 milioni di dischi e, sempre nel 1964, segue il Tour de France (vinto da Jacques Anquetil), cantando più di duemila canzoni lungo 2900 km.
Nel 1965 Dalida è la cantante preferita dai francesi, anno in cui recita in Ménage all'italiana (con Ugo Tognazzi, Romina Power e Paola Borboni, musiche di Ennio Morricone), ed incide La danse de Zorba (in italiano La danza di Zorba), su una base di sirtaki, Amore scusami (cover di un successo di John Foster), Cominciamo ad amarci e La vie en rose, storico cavallo di battaglia di Edith Piaf, venuta a mancare solo due anni prima nel 1963.
Si dice che la cantante, colpita dalla bellezza della canzone, abbia convinto Tenco titubante a partecipare alla manifestazione e addirittura che gli organizzatori, che l'avevano esclusa in prima battuta, la fecero poi partecipare al Festival perché Dalida minacciava di non prendervi più parte.
La giuria elimina comunque la canzone Ciao amore ciao e il 27 gennaio Luigi Tenco si suicida con un colpo alla tempia. È Dalida che, entrando nella stanza d'albergo di Tenco, lo trova rivolto per terra. La cantante, che chiedeva di fermare il Festival, lascia Sanremo per volontà degli organizzatori. Il filmato della loro partecipazione al festival scomparirà dagli archivi RAI.
Il 26 febbraio Dalida con il cuore distrutto per quanto accaduto tenta di togliersi la vita a Parigi seguendo un piano molto lucido: finge di recarsi all'aeroporto di Orly per partire per l'Italia, si fa invece portare all'hotel "Principe di Galles", sistemandosi nella camera 410 con il suo nome Yolanda Gigliotti. Appende sulla porta un biglietto con scritto "Si prega di non disturbare" e prima di ingerire molti farmaci scrive tre lettere: una all'ex marito, una alla madre in cui le dice di non disperarsi, ed una al pubblico che adorava. Dalida sarà salvata grazie ad una cameriera che, insospettita dal fatto che una luce accesa filtrava dalla porta della stanza, non riordinata da 48 ore, avverte il direttore che entra da un'altra stanza e trova Dalida in coma, dal quale uscirà dopo cinque giorni.
Il 4 agosto 1968 Dalida diventa bionda: data mitica nell'evoluzione artistica della cantante, il cambio di colore dei capelli segna anche l'inizio di un nuovo repertorio musicale e di un nuovo stile, del suo trasformarsi da cantante di grande successo a vera e propria icona e diva.
Dalida partecipa a Partitissima (ex Canzonissima) dove vince con la canzone Dan dan dan. Nel ritirare il premio, Dalida afferma Lassù qualcuno è contento riferendosi evidentemente a Luigi Tenco. È una vittoria chiacchierata e sofferta: chiacchierata perché considerata "politica", dovuta più all'enorme pubblicità che il tentato suicidio le ha procurato che a meriti effettivi; sofferta su un piano personale, perché Dalida proprio in questo periodo sta decidendo se tenere o meno il bimbo che porta in grembo, frutto di un'effimera avventura, decidendo di abortire per via della situazione sentimentale.
Nello stesso anno in Italia recita sul set di Io ti amo, film di Antonio Margheriti con Alberto Lupo. Il 18 giugno 1968 ottiene il titolo di "Commendatore delle Arti, delle Scienze e delle Lettere", conferitole dal presidente francese Charles De Gaulle, e il 5 dicembre è la prima donna a ricevere la medaglia della Presidenza della Repubblica.
Siamo nel 1969, quando Dalida si innamora di un ragazzo italiano di 22 anni di nome Lucio: relazione che viene interrotta per le pressioni del suo stesso staff (il ragazzo si presenterà alla vigilia di Natale presso l'abitazione parigina della cantante riunita con la sua famiglia, scatenando l'ira del fratello).
Un anno dopo Dalida è in Nepal e soggiorna in un ashram per studiare la religione indù, e dedicarsi intensamente alla ricerca interiore.
Nel 1975 il Québec nomina Dalida "personaggio più popolare", dopo Elvis Presley, e "donna dell'anno" insieme a Jackie Kennedy.
In occasione del suo cinquantesimo compleanno il fratello Orlando e gli amici organizzano una festa il 17 gennaio 1983 presso un celebre cabaret parigino di trasformisti, Chez Michou; in quell'occasione si esibisce una drag queen nelle vesti della cantante. Dalida ha un momento di tristezza, probabilmente per il fatto che ad una certa età il personaggio Dalida cominciò a pesare sulla donna Yolanda.
Nel 1981 Dalida festeggia i 25 anni di carriera con la consegna di un disco di diamante per aver venduto 86 milioni di dischi in tutto il mondo e per aver interpretato ben 38 dischi d'oro in 7 lingue.
Parte per l'Egitto nel 1986, dove recita nel film Le Sixième Jour (Il sesto giorno, di Yusuf Shahin) e per la prima volta nel ruolo principale. Torna a Parigi e dichiara che, dopo aver rivisto i luoghi della sua infanzia, è stanca e incapace di riprendere la vita e i ritmi di sempre e sarà proprio approfittando del lungo ponte in occasione della festa dei lavoratori, che Dalida architetterà il disarmante piano del suo suicidio.
Sabato 2 maggio 1987 Dalida chiama il fratello-manager Orlando che le annuncia di aver rinviato un previsto servizio fotografico a causa del freddo; la sera, la cantante dice alla cameriera che farà tardi perché ha intenzione di recarsi a teatro e le chiede di svegliarla verso le 17 del giorno successivo. In realtà, con la macchina fa il giro dell'isolato, imbuca una lettera per il fratello Orlando, per poi barricarsi nella sua villa della rue d'Orchamps ed ingerire un cocktail di barbiturici.
È il 3 maggio 1987 che, a Montmartre, Dalida si toglie la vita, a vent'anni dal primo tentativo.
Accanto al corpo lascia appena un biglietto:
Tra i primi a scoprire la tragedia vi è il fratello Orlando, nominato erede universale ed oggi custode intransigente dell'immagine di Dalida. La morte di Dalida lascia sotto shock la Francia intera; ai funerali, lo storico Claude Manceron (ufficialmente in nome del Presidente François Mitterrand, in realtà parlando per l'intera nazione) la saluta dicendo: «Yolanda arrivederci. Dalida grazie».
Riposa nel cimitero di Montmartre a Parigi, e accanto alla sua tomba si trova una statua commemorativa in cui la cantante mostra gli occhi chiusi allo spettatore. Nel 1997 è stata inaugurata a Montmartre una piazza in suo onore, dove per altro è posto un busto di bronzo che la raffigura.
Dalida risulta essere uno dei più grandi successi discografici in Francia e nel mondo. Dal 1954 al 1987 ha venduto circa 125 milioni di dischi accumulando oltre settanta dischi d'oro, numerosi dischi di platino e quello di diamante (creato appositamente per lei). A questi bisogna aggiungere altri 9 milioni di dischi dalla sua scomparsa. Un record mai battuto da nessun'altra cantante vivente in Francia. Tra le molteplici ricompense: due Oscars mondiali della canzone nel 1963 e nel 1974 ("Gigi l'Amoroso"), nonché il Premio dell'Académie du Disque français nel 1975 ("Il venait d'avoir 18 ans"). Insieme a Edith Piaf, Dalida è la cantante francese che ha maggiomente contrassegnato il XX secolo. Per giunta, fu "tête d'affiche" all'Olympia (tempio della musica leggera parigina, ovvero francese) nei seguenti anni: 1961, 1964, 1967, 1971, 1974, 1977, 1981 (si parlava persino di un suo ritorno per il 1987).
Nel 2006 è stato trasmesso un film-TV diviso in due parti incentrato sulla vita dell'artista, per l'occasione interpretata da Sabrina Ferilli.
In occasione del ventennale della morte di Dalida (3 maggio 1987-2007), il sindaco di Parigi, nonché grande amico di Dalida, Bertrand Delanoe ha predisposto una grande mostra commemorativa nei locali del Comune di Parigi (Mairie de Paris). Per l'occasione verrà anche realizzato un cofanetto con 8 DVD con alcuni tra i suoi più bei filmati televisivi e non, nonché numerose iniziative in campo discografico, tra cui una compilation di cinque CD con le cento più belle canzoni di Dalida.
È annunciata inoltre l'uscita in DVD di diversi film: Le sixième jour, una versione per collezionisti del film di Joyce Bunuel Dalida ed il film Io ti amo, mai uscito per l'home video.
La voce di Dalida era un contralto/mezzosoprano. L'estensione del suo registro vocale era di due ottave. Calda e sensuale, proiettata al di là della semplice interpretazione, una profondità rara.
Dalida è adorata nel mondo gay in Francia e in tutti i paesi dove è conosciuta. Tale venerazione è dovuta sia al suo lato glamour, le mise di scena, le acconciature e la coreografie da diva, il pathos delle sue canzoni, ma anche perché le viene riconosciuto di essere stata la prima cantante in Francia a prendere le difese dei gay: nel 1972 la sua canzone Pour ne pas vivre seul venne vietata alla radio proprio a causa del suo contenuto.
ENGLISH Dalida (Born Yolanda Christina Gigliotti) (January 17, 1933–May 3, 1987) was an Egyptian singer of Italian origins who lived most of her life in France. She received 55 golden records and was the first singer to receive a diamond disc. Dalida was born Iolanda Gigliotti to middle-class parents in Cairo, Egypt. Her family was of Italian origin, her grandparents having emigrated at the turn of the century from Calabria. The middle child between two brothers, Orlando and Bruno (who would later in her career change his name to Orlando like his brother and become her manager). Dalida’s father was the principal violinist for the Cairo Opera. Dalida’s early life was spent in the district of Choubra, where she attended Catholic school. In 1951, Dalida entered a beauty pageant, and shortly after began working as a model for a Cairo-based fashion house. In 1954, she entered the Miss Egypt pageant, and was awarded first prize. It was here she was spotted by French director Marc de Gastyne, and, much to the reluctance of her parents, she moved to Paris on Christmas Eve of the same year with the intention of pursuing a career in motion pictures. It was about this time she adopted the namesake Dalila, which was shortly thereafter changed to the more familiar Dalida. Dalida performed in more than 10 languages including: French, Italian, Arabic, German, Spanish, Hebrew, English, Dutch, Japanese, and Greek.
Despite enormous career success, Dalida’s private life was marred by a series of failed relationships and personal problems. Her first husband, Lucien Morisse committed suicide several years after her divorce. Two of her lovers, Luigi Tenco and Richard Chanfray, also took their own lives On May 3, 1987 Dalida died as a result of an overdose of barbiturates, leaving a suicide note reading "Life has become unbearable ... Forgive me." Dalida was buried in the Cimetière de Montmartre, Paris, and a life-size statue of the singer stands outside her tomb. Since her death, Dalida has become a cult figure to a new generation of fans. In 1988, The Encyclopedia Universalis commissioned a poll which was eventually published in daily newspaper Le Monde, the aim of which was to reveal personalities that had the greatest impact on French society. Dalida polled second, behind Général de Gaulle. In 1997, the corner of the rues Girardon and Abreuvoir in the Butte Montmartre, Paris, was inaugurated as Place Dalida and a life-size bust to her memory was erected. In 1999, a 3-CD box-set compiling her greatest hits was released. In 2000, Dalida's longtime friend Charles Aznavour recorded the hit "De la scène à la Seine", a joyful song of her life in France, and in 2001, the French government honoured her memory with a postage stamp. In the same year, Universal Music Group released Dalida's early album releases in special-edition packaging, with all of the tracks digitally remastered. Her output has also been the subject of various remix albums. She sold a total of 170 million records from 1956 to 2006. In 2005, her life was documented in the two-part TV film Dalida, which received mixed reviews. The lead role was portrayed by Sabrina Ferilli.[2] From May 11 to September 2007, The Paris City Hall commemorated the 20th anniversary of the Dalida’s death with an exhibition of her outfits and previously unreleased photographs.
Dalida’s quest for a career in French cinema proved to be of limited success. Instead, she began taking singing lessons, and was booked as a cabaret act on the Champs Elysées, which proved successful. Performing the song "Etrangère au Paradis" in a variety show at Coquatrix’s recently-opened Paris Olympia theatre, Dalida was introduced to Lucien Morisse and Eddie Barclay, who played a considerable part in launching the starlet’s career. Morisse was artistic producer of the popular Radio Europe 1, and Barclay an established record producer. After signing a recording contract with Barclay, Dalida’s debut single "Madona" was promoted heavily by Morisse, and was a moderate success. However, the release of "Bambino" in 1956 would prove to be even more triumphant - it spent 46 weeks in the French top ten and remains one of the biggest-selling singles in French history, and for its sales (which exceeded 300,000 copies) Dalida was awarded her first gold disc, presented on the 17th September 1957. In the same year, she would also support Charles Aznavour at The Olympia. The follow up single to "Bambino", the exotic-sounding "Gondolier", was released in the Christmas on 1957, was also a great success, as were other early releases such as "Come Prima (Tu Me Donnes)", "Ciao Ciao Bambina", and a cover of The Drifters’ "Save the Last Dance For Me", "Garde-Moi la Dernière Danse".
Dalida toured extensively from 1958 through the early 1960s, playing dates in France, Egypt, Italy and The United States. Her tour of Egypt and Italy spread her fame outside of France and Dalida soon became well-known throughout Europe. However, her tour of America was less successful and fame eluded her in English-speaking markets.
In 1961, Dalida performed a month of shows at the Olympia, with each selling out completely.[1] Shortly afterwards Dalida embarked upon a tour of Hong Kong and Vietnam. Throughout the 1960s Dalida would frequently perform sell-out shows at The Olympia, and international dates became more frequent. In December 1968, she was awarded the Médaille de la Présidence de la République by Général de Gaulle, the only person from the music industry to have received this accolade.
The early 1970s became a transitional period for the singer, highlighted by some of her most successful singles . After gaining a keen interest in academia in the mid-1960s she chose to sing songs with more profound lyrics. Bruno Coquatrix was dubious about Dalida’s career evolution, and was hesitant to book her for a series of performances in 1971. Dalida hired the hall herself, and her show was met with an impressive public response. In 1973, a French version of the Italian song "Paroles Paroles", originally performed by Mina, was recorded by Dalida and her close friend Alain Delon. The song became a big hit and was the number one single in France and Japan. The follow up, "Il Venait d’Avoir Dix-Huit Ans", reached number one in nine countries, and sold three and a half million copies in Germany. "Gigi l’Amoroso", released in 1974, would actually perform better in the charts than its predecessor, reaching number one in 12 countries. Touring would follow this period of unprecedented sales, with Dalida performing in Japan, Canada and Germany. In February 1975, French music critics presented the singer with the prestigious Prix de l'Académie du Disque Français.
1976 saw another career reinvention for Dalida; releasing what is widely regarded as the first French disco single, "J’Attendrai". Around the same, the popularity of the variety show in France was soaring, and Dalida made many television appearances during this period, not only in France but across Europe. In 1978, she recorded "Salma Ya Salama", a traditional Egyptian folk song which due to its chart success was translated into seven languages.
1981 marked the release of "Rio do Brasil", and several dates were played at The Olympia, emulating her successful 1980 tour. On the night of her first performance she became the first singer to be awarded a diamond disc, in recognition of her record sales which at that point in her career had exceeded 86 million. Dalida spent much of 1982 and 1984 on tour, releasing the album "Les P'tits Mots" in 1983 which featured hit singles in both "Lucas" and "Mourir Sur Scène". The album "Dali" was released in 1984, and was accompanied by the release of several singles, including "Soleil", "Pour te Dire Je T’aime", a cover of Stevie Wonder’s "I Just Called to Say I Love You", and "Kalimba de Luna", originally recorded by Tony Esposito. All three achieved moderate chart success, and "Dali" would become her last album of completely new recordings.
Dalida underwent two major ophthalmic operations in 1985, forcing her to put her career on hiatus. In 1986, she would play the role of a young grandmother in the Youssef Chahine film Le Sixième Jour, for which she received favourable critical response.
November 12 Verso l ' Anno Nuovo..Novemu letu naproti...misli ....pensieri ...![]() Tutti i libri del mondo
non ti danno la felicità, però in segreto ti rinviano a te stesso.
![]() Un altro anno si sta concludendo ...non parlerò di oroscopi ne previsioni ne cose simili ... Quelli che leggete dovete sapere che io ci credo che possono aiutarci a vivere meglio e che siamo noi, sempre noi che dobbiamo con tutta la volontà possibile cercare di realizzare quello che li astri celesti ci indicano come possibilità nel nostro oroscopo, tema o analisi o ...a voi al scelta ...
Un altro aiuto lo possiamo trovare invece solo in noi stessi e nel nostro modo di pensare e saper prendere la vita, nel nostro modo di agire . La nostra vita e il risultato dei nostri pensieri dicono li autori del nuovo libro che sta riscuotendo un grandissimo successo in tutto il mondo... e con ciò l'andamento della nostra vita , la realizzazione dei nostri sogni e desideri dipende in grande modo anche dei nostri pensieri ...mai dobbiamo pensare che siamo incapaci di fare qualcosa, che non la meritiamo ...ricordatevi che siamo come una calamita che attira a se quello che 'pensiamo, sogniamo, desideriamo ' ...e allora proviamo anche noi cosi...cominciamo a cercare di cambiare in quello che non e buono per l'andamento della nostra vita ...e vedrete che con il cambiamento dei nostri pensieri ( certamente quelli che ci ostacolano ) poco a poco cambieranno anche le cose , li eventi la gente intorno a noi... Come farlo allora ?...anche cercando di ascoltare, leggere, approfondire quello che ci hanno lasciato in eredita i grandi della nostro passato e quello che lo fanno i grandi del nostro presente ...E ricordiamoci che tra i Grandi possiamo essere anche noi...ognuno di noi...
Ricorda i milioni di persone che hanno detto: “Un giorno lo farò. Quando avrò
Istanti
Se potessi vivere di nuovo la mia vita. Nella prossima cercherei di commettere più errori. Non cercherei di essere cosi perfetto, mi rilasserei di più. Sarei più sciocco di quanto non lo sia già stato, di fatto prenderei ben poche cose sul serio. Sarei meno igenico. Correrei più rischi, farei più viaggi, contemplerei più tramonti, salirei più montagne, nuoterei in più fiumi. Andrei in più luoghi dove mai sono stato, mangerei più gelati e meno fave, avrei più problemi reali e meno immaginari. Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto della loro vita sensato e con profitto; certo che mi son preso qualche momento di allegria. Ma se potessi tornare indietro, cercherei di avere soltanto momenti buoni. Che, se non lo sapete, di questo e fatta la vita, di momenti: non perdere l' adesso. Io ero uno di quelli che mai andavano da nessuna parte senza un termometro, una borsa dell'acqua calda, un ombrello e un paracadute; se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero. Se potessi tornare a vivere comincerei ad andare scalzo all'inizio della primavera e resterei scalzo fino alla fine dell'autunno. Farei più giri in calesse, guarderei più alberi, giocherei con più bambini, se mi trovassi di nuovo la vita davanti. Ma vedete, ho 85 anni e so che sto morendo. ![]() E quando trovate questo qualcuno particolare, tenetelo stretto,
uomo o donna che sia, amatelo, coccolatelo, stringetelo. Esprimete i sentimenti con baci e carezze, perché è importante trovare il giusto qualcuno da baciare, da sognare. Tutti abbiamo bisogno di qualcuno da amare. Blues Brothers: "Everybody Need Somebody to Love"
Amare una persona é.. (Omar Falworth)
Averla senza possederla. Dare il meglio di sé senza pensare di ricevere. Voler stare spesso con lei, ma senza essere mossi dal bisogno di alleviare la propria solitudine. Temere di perderla, ma senza essere gelosi. Aver bisogno di lei, ma senza dipendere. Aiutar1a, ma senza aspettarsi gratitudine. Essere legati a lei, pur essendo liberi. Essere un tutt’uno con lei, pur essendo se stessi. Ma per riuscire in tutto ciò, la cosa più importante da fare è... accettarla così com'è, senza pretendere che sia come si vorrebbe. ![]() Una Poesia d'Amore Una delle più belle poesie d'amore degli ultimi tempi è stata scritta da una ragazza americana. E' intotolata: "Le cose che non hai fatto". Ricordi il giorno che presi a prestito la tua macchina nuova e l'ammaccai? Credevo che mi avresti uccisa, ma tu non l'hai fatto. E ricordi quella volta che ti trascinai alla spiaggia, e tu dicevi che sarebbe piovuto, e piovve? Credevo che avresti esclamato: "Te l'avevo detto!". Ma tu non l'hai fatto. Ricordi quella volta che civettavo con tutti per farti ingelosire, e ti eri ingelosito? Credevo che mi avresti lasciata, ma tu non l'hai fatto. Ricordi quella volta che rovesciai la torta di fragole sul tappetino della tua macchina? Credevo che mi avresti picchiata, ma tu non l'hai fatto. E ricordi quella volta che dimenticai di dirti che la festa era in abito da sera e ti presentasti in jeans? Credevo che mi avresti mollata, ma tu non l'hai fatto. Sì, ci sono tante cose che non hai fatto. Ma avevi pazienza con me, e mi amavi, e mi proteggevi. C'erano tante cose che volevo farmi perdonare quando tu saresti tornato dal Vietnam. Ma tu non sei tornato.................................. ![]() Non aspettatate mai e mai ...dittelo...anche in un modo diverso...
November 07 NOCOJ Igramo za Vas..Vlado KreslinGlasbenik Vlado Kreslin se je rodil leta 1953 v Beltincih.
Leta 1983 se je priključil glasbeni skupini Martin Krpan, s katero je posnel albuma Od višine se zvrti (1987) ter Bogovi in ovce (1990). Leta 1992 se je vrnil v Prekmu- rje in začel sodelovati s kultno ljudsko godčevsko sku- pino Beltinška banda, s katero je izdal več zgoščenk (Spominčice, Najlepša leta našega življenja …). Sode- luje s številnimi znanimi glasbeniki, kar nekajkrat pa smo ga lahko videli na odrskih deskah in filmskih platnih. Vlado Kreslin ni le ustvarjalec prepoznavnih zvočnih po- krajin, ampak svojo rokersko intuicijo usmerja v pisanje besedil. Avtor s pesniško zbirko Vriskanje in jok (2002) pošilja svoje pesmi na slovensko literarno sceno kot pesnik. V zbirki je prisoten tradicionalni dualizem, razpetost človeka med telesom in duhom, rojstvom in smrtjo, med življen- jskim durom in molom, vasjo in mestom, vriskanjem in jokom. Opazna je pesnikova simpatija do vsega folklorne- ga, prvinskega, kamor se nenehno vrača, v nasprotju z odtujenim urbanim svetom, za katerega se je sicer zavest- no odločil in prav zato iz njega ne more več. Tu lahko razmišljamo o podobnostih v doživljanju sveta med
Kreslinom in Josipom Murnom. Slednji pogosto idealizira kmečko življenje ter izrazito lirično izpoveduje svoje navdušenje nad zdravim kmečkim okoljem in ljudmi. Oba avtorja povezuje tudi naslanjanje na prvine ljudske pesmi in leksike, ob tem pa pri obeh pogosto naletimo na nekakšno splošno, melanholično občutje minevanja. Kreslin se nam na izrazito mehak, nežen, liričen na-
n kaže še posebej v ciklu Kolovozi, kjer večkrat v naj- nejši obliki začutimo neposrednost, iskrenost izraza, e pravi ponotranjenje vsebine, motivov in tem, kot jih oživlja lirski subjekt. Seveda se otožnejšim tonom v ekaterih pesmih pridružuje tudi svetlejši žarek, optimi- em in vitalizem, skratka vera v vsak nov dan, a zdi se, a so te v manjšini oziroma se za njimi, nekje na dnu sr- a, skriva nekaj nedorečenega in zato neizrekljivega, sto, kar Kreslinovemu celotnemu opusu daje pretežno melanholično barvo. Tudi za cikel Pločniki v splošnem velja podobno, le a se avtor v njih motivno osredotoča na mestno okolje. ač pa se te pesmi s svojo obliko in izpovednostjo mno- o pogosteje bližajo songu in so večkrat celo angažirane Nocoj bomo mi prižgali dan), hedonistične (Je v Šiškitičen song), včasih družbeno kritične
(Mali bogovi, Vra-ne), drugič spet
vsakdanje izkustvene (Generacija) ali
zgolj ljubezenske (Da te ni ). Zdi se, da je za nadaljevanje avtorjeve kariere značilno vse opaznejše osamosvajanje teksta od glasbe. V okviru projekta so v Bratislavi in Nitri prevedli po dve pesmi iz cikla Kolovozi in po dve pesmi iz cikla Plo- čniki zbirke Vriskanje in jok. e kaj odprtega?) ali hedonistično-uporniške (To ni poli- tičen song), včasih družbeno kritične (Mali bogovi, Vra-
ne), drugič spet vsakdanje izkustvene (Generacija) ali zgolj ljubezenske (Da te ni ). Zdi se, da je za nadaljevanje avtorjeve kariere značilno vse opaznejše osamosvajanje teksta od glasbe. V okviru projekta so v Bratislavi in Nitri prevedli po dve pesmi iz cikla Kolovozi in po dve pesmi iz cikla Plo- čniki zbirke Vriskanje in jok. Svetovni dnevi slovenske literature
The musician Vlado Kreslin was born in 1953 in Beltinci. In
1983, he joined the music group Martin Krpan, with which he recorded the albums Od višine se zvrti (1987) and Bo- govi in ovce (1990). In 1992, he returned to Prekmurje and started collaborating with the cult folk string band Beltinška banda, with which he issued a number of CDs (Spomin- čice, Najlepša leta našega življenja, etc.). He works with numerous Slovene musicians and has also appeared both on stage and in films. Vlado Kreslin creates not only recog- nisable sound landscapes but also channels his rock musi- cian’s intuition into the writing of lyrics. With his collection of poems Vriskanje in jok (2002) Kre- slin was launched on the Slovene literary scene as a poet. His poetry contains the traditional dualism of man torn between body and soul, between birth and death, between the majors and minors of life, between the village and the town, between jubilation and tears. What is particularly striking is the poet’s love of all that belongs to folklore, the element to which he constantly returns, in contrast to the alienated urban world which he has consciously decided to make his home and which he now cannot leave. There are similarities here between Kreslin and Josip Murn in the way they experience the world. The latter often idealised peasant life and expressed through a pronounced lyricism his enthusiasm for the healthy rural environment and its people. Both authors also share the fact that they base their poetry on the primary features of folk song and vocabulary, in which we often encounter general, melancholy feelings of ephemerality Kreslin comes across as expressively soft, gentle and
lyrical, particularly in the first section of the collection Vriska- nje in jok, entitled Kolovozi, where we can sense the finest form of directness, honesty of expression, i.e. the internali- sation of the content, motifs and themes he experiences. The gloomier tone of some poems are lightened by brighter notes, by optimism and vitality, by faith in each new day, but it seems that there are fewer of these notes or that behind them, somewhere at the bottom of the heart, something incomplete and therefore inexpressible is concealed, which gives the whole of Kreslin’s oeuvre a predominantly melan- choly feel. The same can be said of the next section in the collec- tion, Pločniki, where the author focuses on themes from the urban environment. These poems are in terms of form and expression often much closer to songs and are often even engaged (Nocoj bomo mi prižgali dan), hedonistic (Je v Šiški še kaj odprtega?) or hedonistically rebellious (To ni političen song), sometimes socially critical (Mali bogovi, Vrane), and at other times describe everyday experiences
(Generacija) or simply love (Da te ni ). It seems that this free- ing of text from music will be increasingly evident in Kreslin’s future creative work. Within this project, two poems from the cycle Kolovozi and two from Pločniki (both from the collection Vriskanje in jok) have been translated in Bratislava and Nitra. World Festival of Slovene Literature
Nocoj igramo za vas Vlado Kresin... with lyrics
Tonight love will return
tonight memory will f lare Nocoj se nam bodo ljubezni vrnile,
nocoj zaskelel bo spomin, oljke so nam ga v burjo zavile, nocoj spet dišal bo jasmin. (Nocoj igramo za vas ) olive trees in the burja turn
the scent of jasmine in the air. (Nocoj igramo za vas) Dragi gostje, nocoj kot že stokrat, Nocoj igramo vino, ljubezen in greh, Za vse, ki ste lahno kot ptič prileteli, Nocoj se nam bodo ljubezni vrnile, Za vse, ki ste prišli po ovinkih, Nocoj igramo vence, odhode in čas,
SPOMINČICE Na obali, ob jezeru, Na obali, v mojem srcu Ko pa rože ovenijo,
FORGET-ME-NOTS (NON TI SCORDAR DI ME )
There on the shore, shore of the lake There on the shore, deep in my heart, When the roses all faded
Forget-Me-Nots (another version by Paul Brown)
Now as before Spring passed me by Though the flowers On the spring day,
November 04 Tose Proeski & Gianna Nannini - ARIAARIA ..lyrics
Sai
nascono cosi fiabe che vorrei dentro tutti i sogni miei e le raccontero per volare in paradisi che non ho e non e facile restare senza piu' fate da rapire e non e facile giocare se tu manchi aria come e dolce nell'aria scivolare via dalla vita mia aria respirami il silenzio Non mi dire addio ma solleva il mondo sě portami con te tra misteri di angeli e sorrisi demoni e li trasformero in coriandoli di luce tenera e riusciro sempre a fuggire dentro colori da scoprire e riusciro a sentire ancora quella musica aria come e dolce nell'aria scivolare via dalla vita mia aria respirami il silenzio non mi dire addio ma solleva il mondo aria abbracciami volero aria ritornero nell'aria che mi porta via dalla vita mia aria mi lascero nell'aria aria com'e dolce nell'aria scivolare via dalla vita mia aria mi lascero nell'aria................ November 03 Jim Morrison .........Ho dato tutto ciò che potevo, sono un poeta che racconta le sue storie e che canta i suoi versi.
James Douglas Morrison meglio noto come Jim Morrison ( 8 dicembre 1943 – Parigi, 3 luglio 1971) è stato un cantante, poeta, scrittore e regista statunitense.
di piu su wikipedia encicplopedia libera...indirizzo http://it.wikipedia.org/wiki/Jim_Morrison
Secondo Morrison, uno dei più importanti eventi della sua vita avvenne nel 1947 durante un viaggio con la famiglia nel New Mexico. Egli descriveva così questo fatto:
Jim Morrison è stato infine un vero poeta; un poeta che voleva cambiare il mondo, ma che dal mondo fu condannato e poi giustiziato sul patibolo della realtà, ergendosi così allo status immortale di Mito.........
Parlare d'amore in questo mondo è difficile: ci ha provato un uomo e l' hanno crocifisso............ November 01 E Crescendo ...Impari...che.............E CRESCENDO IMPARI
La felicità non e' quella che affannosamente
si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente,... non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari... La felicità non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova. ![]() Crescendo impari che la felicità
e' fatta di cose piccole ma preziose.... ...e impari che il profumo del caffè al mattino e' un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve. E impari che la felicità
E impari che l'amore
E impari che sentire una voce al telefono,
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità. .......................... |
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